Ad Aosta, capoluogo della regione italiana di confine nelle Alpi Occidentali, al centro dell’incrocio con Francia e Svizzera, si trova una grande statua di pietra che rappresenta la ‘coppa dell’amicizia’, un oggetto della cultura materiale locale divenuto uno dei simboli della Valle d’Aosta. È solo un esempio tra i vari elementi urbani legati all’artigianato locale collocati in spazi interstiziali, di attraversamento o di transito della Valle d’Aosta. Si tratta di tracce e segni identitari scelti da comunità e amministrazioni locali per definire sé stessi e la propria memoria collettiva. Sono oggetti che, dopo aver varcato i confini del loro uso quotidiano, sono diventati elementi del patrimonio materiale e immateriale, entrando a far parte di collezioni museali o esposizioni. In seguito, gli stessi oggetti, rimodellati nelle dimensioni e nei materiali, sono stati collocati nello spazio pubblico, varcando per la seconda volta i confini della loro destinazione d’uso e diventando oggetti d’arte pubblica, rimanendo riconoscibili anche a uno sguardo superficiale, confermando il loro potenziale simbolico e ridefinendo, al contempo, i confini tra arte e artigianato.

Out of (b)order: oggetti tra arte e artigianato nello spazio pubblico della Valle d’Aosta

Valentina Porcellana
2025-01-01

Abstract

Ad Aosta, capoluogo della regione italiana di confine nelle Alpi Occidentali, al centro dell’incrocio con Francia e Svizzera, si trova una grande statua di pietra che rappresenta la ‘coppa dell’amicizia’, un oggetto della cultura materiale locale divenuto uno dei simboli della Valle d’Aosta. È solo un esempio tra i vari elementi urbani legati all’artigianato locale collocati in spazi interstiziali, di attraversamento o di transito della Valle d’Aosta. Si tratta di tracce e segni identitari scelti da comunità e amministrazioni locali per definire sé stessi e la propria memoria collettiva. Sono oggetti che, dopo aver varcato i confini del loro uso quotidiano, sono diventati elementi del patrimonio materiale e immateriale, entrando a far parte di collezioni museali o esposizioni. In seguito, gli stessi oggetti, rimodellati nelle dimensioni e nei materiali, sono stati collocati nello spazio pubblico, varcando per la seconda volta i confini della loro destinazione d’uso e diventando oggetti d’arte pubblica, rimanendo riconoscibili anche a uno sguardo superficiale, confermando il loro potenziale simbolico e ridefinendo, al contempo, i confini tra arte e artigianato.
2025
arte, artigianato, antropologia, paesaggio, teatro sociale
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
XXXV_2025_NASTOPOULOU_PORCELLANA.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale (PDF)
Licenza: Dominio pubblico
Dimensione 1.49 MB
Formato Adobe PDF
1.49 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14087/18601
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact